Il 19 marzo 2026 è stato pubblicato il World Happiness Report 2026, il rapporto annuale sul benessere e sulla qualità della vita realizzato dal Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford in collaborazione con Gallup, il Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e un comitato editoriale internazionale indipendente. Il report analizza il livello di felicità percepito in oltre 140 Paesi sulla base dei dati della Gallup World Poll, mettendo in relazione il benessere con fattori economici, sociali e istituzionali.
L’edizione 2026 evidenzia un quadro globale complesso, con particolare attenzione al rapporto tra uso dei social media e benessere, soprattutto tra i giovani. I risultati mostrano che un uso intensivo delle piattaforme digitali è associato a una diminuzione del benessere in diversi Paesi occidentali, mentre relazioni sociali, senso di appartenenza e fiducia risultano tra i fattori più rilevanti per la felicità individuale e collettiva.
La classifica dei Paesi più felici conferma ai primi posti i Paesi nordici, con la Finlandia al primo posto per il nono anno consecutivo, seguita da Danimarca, Islanda e altri Paesi europei, mentre persistono forti differenze tra aree del mondo e tra generazioni.
Il rapporto sottolinea come la promozione del benessere, della coesione sociale e della fiducia nelle istituzioni rappresenti una componente fondamentale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e per la costruzione di società più inclusive e resilienti.
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Il 26 febbraio 2026 Sustainable Development Solutions Network (SDSN) ha pubblicato il Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile in Europa 2026 (ESDR 2026). Il rapporto evidenzia un rallentamento nei progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) in Europa, con segnali di stagnazione e, in alcuni casi, regressione su indicatori ambientali e socio-economici, oltre a una diminuzione della priorità politica attribuita agli OSS nelle agende europee.
L’analisi copre 41 Paesi europei, tra cui tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, i Paesi candidati, i membri dell’EFTA e il Regno Unito. Pur confermando che diversi Paesi europei restano tra i più avanzati a livello globale, il rapporto mostra che nessun Paese è attualmente sulla buona strada per raggiungere tutti i 17 OSS entro il 2030. Persistono criticità rilevanti su cambiamento climatico, biodiversità, consumo sostenibile, agricoltura e disuguaglianze sociali, oltre a effetti negativi generati a livello internazionale dalle economie ad alto reddito.
L’edizione 2026 sottolinea inoltre la necessità di rafforzare l’impegno dell’Unione Europea sugli OSS, riaffermando il ruolo del multilateralismo e promuovendo politiche integrate su clima, finanza sostenibile, coesione sociale e transizione energetica. Il rapporto propone percorsi basati su evidenze scientifiche per accelerare i progressi entro il 2030 e verso la neutralità climatica a metà secolo, evidenziando l’importanza di strategie coordinate tra livelli nazionale, europeo e globale.
Il rapporto è stato realizzato da esperti indipendenti dello SDG Transformation Center di SDSN, in collaborazione con il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE).
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Il 24 giugno 2025 è stata pubblicata la decima edizione del Sustainable Development Report (SDR), a cura del Sustainable Development Solutions Network (SDSN). Nel decennale dall’adozione degli SDGs da parte delle Nazioni Unite, il report evidenzia che, sebbene 190 su 193 Paesi abbiano presentato almeno una Voluntary National Review, il progresso generale resta troppo lento: solo il 17% dei target è attualmente sulla buona strada per essere raggiunto entro il 2030.
Questa edizione, intitolata “Financing Sustainable Development to 2030 and Mid‑Century”, fissa l’attenzione sulla necessità urgente di riformare l’architettura finanziaria globale prima della Fourth International Conference on Financing for Development (FfD4) a Siviglia. Il primo capitolo, redatto da oltre 100 esperti, propone otto raccomandazioni strategiche volte ad ampliare i flussi finanziari verso i Paesi emergenti e a rafforzare la cooperazione multilaterale .
L’edizione 2025 tiene inoltre conto di nuove metriche: include la SDGi, l’indice sintetico per misurare i progressi rispetto a ciascun SDG, e il UN-Mi, che valuta il sostegno dei Paesi al multilateralismo UN‑based. Ancora una volta, gli Stati nordici – Finlandia, Svezia e Danimarca – dominano la classifica .
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Il 20 marzo 2025, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, è stato pubblicato il World Happiness Report 2025 dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN) delle Nazioni Unite. Questo rapporto annuale analizza il livello di felicità percepito in 147 Paesi, utilizzando dati raccolti dalla Gallup World Poll. I Paesi scandinavi continuano a dominare la classifica, con la Finlandia al primo posto per l'ottavo anno consecutivo, seguita da Danimarca, Islanda e Svezia. L'Italia si posiziona al 40° posto, guadagnando una posizione rispetto all'anno precedente.
Il tema centrale dell’edizione 2025 è "Caring and Sharing", ovvero la relazione tra il prendersi cura degli altri e la condivisione come elementi chiave per il benessere collettivo. Il rapporto mostra come le persone siano molto più altruiste di quanto comunemente si creda e come piccoli gesti di gentilezza abbiano un impatto significativo sulla felicità individuale e sociale.
Il rapporto è stato realizzato in collaborazione con il Wellbeing Research Centre dell'Università di Oxford, Gallup e un comitato editoriale indipendente, con il supporto di aziende e fondazioni, tra cui Illy Caffè e Fondazione Ernesto Illy.
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Il 29 gennaio 2025 è stato pubblicato il Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile in Europa 2025 (ESDR 2025), realizzato da SDSN. Il rapporto evidenzia un rallentamento nei progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) nell’Unione Europea, con un tasso di avanzamento più che dimezzato rispetto agli anni precedenti. L’analisi copre 41 Paesi, tra cui tutti i 27 Stati membri dell’UE, 9 Paesi candidati, 4 dell’Accordo Europeo di Libero Scambio e il Regno Unito.
L’edizione di quest’anno sottolinea le persistenti sfide ambientali e sociali dell’Europa, con particolare attenzione all’OSS 2 e ai sistemi agroalimentari sostenibili. Il rapporto è accompagnato uno studio, sviluppato in collaborazione con il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), che evidenzia come i cambiamenti nelle diete siano essenziali per migliorare la sostenibilità alimentare e la salute pubblica nell’UE.
Per accelerare il raggiungimento degli OSS entro il 2030, il rapporto propone quattro priorità strategiche per la nuova leadership dell’UE, tra cui maggiori investimenti in tecnologie pulite, misure per ridurre le disuguaglianze sociali, la transizione verso diete più sostenibili e il rafforzamento della diplomazia del Green Deal.
L’ESDR 2025 invita inoltre la Commissione Europea, il Consiglio dell’UE e il Parlamento Europeo a riaffermare il loro impegno sugli OSS attraverso una dichiarazione congiunta. La pubblicazione del rapporto rappresenta un appello urgente affinché l’UE rafforzi il proprio ruolo nella promozione dello sviluppo sostenibile.
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Pubblicata il 17 giugno 2024 la nona edizione del Sustainable Development Report realizzato dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN).
Il rapporto rivela che nessuno dei diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) è sulla buona strada per essere raggiunto entro il 2030, e si stima che solo il 16% dei target OSS stia progredendo. Il primo capitolo del rapporto, approvato da oltre 100 scienziati ed esperti mondiali, identifica le priorità per riformare le Nazioni Unite e affrontare le grandi sfide del 21° secolo, al fine di raggiungere uno sviluppo sostenibile. Tra le proposte vi sono cinque strategie per affrontare le carenze strutturali nel finanziamento degli OSS.
Pubblicato annualmente dal 2016, il rapporto globale sullo sviluppo sostenibile include gli indicatori OSS e le dashboard che classificano le performance di tutti gli Stati Membri dell’ONU sugli OSS. Oltre agli indicatori OSS, l’edizione di quest’anno include un nuovo indice che misura il supporto dei Paesi al multilateralismo fondato sulle Nazioni Unite, coinvolgendo tutti i 193 Stati Membri dell’ONU. Inoltre, il rapporto presenta i nuovi percorsi FABLE che mostrano come raggiungere sistemi alimentari e territoriali sostenibili prima della metà del secolo.
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In data 28 marzo 2024 FEEM ha pubblicato “L’SDSN Italia SDGs City Index per un’Italia Sostenibile: a che punto siamo nel raggiungimento della piena sostenibilità?”, il report aggiornato al 2024 sulla sostenibilità urbana che prende in esame i capoluoghi di provincia italiani in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Il rapporto fornisce un’analisi aggiornata dei cambiamenti avvenuti negli ultimi due anni, dove possibile, e include considerazioni metodologiche appropriate. Lo scopo principale del presente report è quello di informare la società, le amministrazioni e tutti gli attori interessati riguardo alla sostenibilità territoriale. Allo stesso tempo, mira a fornire uno strumento analiticamente solido per guidare le scelte e le strategie degli amministratori locali, sia basandosi sui cambiamenti degli ultimi due anni, sia nell’ottica di raggiungere gli ambiziosi Obiettivi stabiliti dall’Agenda 2030.
Per conseguire tale obiettivo, l’analisi considera i dati relativi a 104 comuni italiani, valutati ed elaborati in base a 42 indicatori fondamentali legati a 16 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Per quanto la situazione risulti variegata, le province italiane si trovano quasi unanimemente indietro rispetto tre Obiettivi in particolare, dimostrando quanto sia le politiche locali sia quelle nazionali debbano muoversi sinergicamente per gestire la stessa sfida per la sostenibilità.
Il 25 gennaio 2024 è stato pubblicato lo Europe Sustainable Development Report 2023/24 dal sottotitolo molto esplicativo: Elezioni Europee, il Futuro dell’Europa e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Prodotto da SDSN in collaborazione con SDSN Europe e il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), il nuovo rapporto sottolinea che, al ritmo attuale, un terzo degli obiettivi di sviluppo sostenibile non sarà raggiunto dall’UE entro il 2030, e che devono essere adottate azioni decisive all’interno dell’Unione per evitare tipping points ambientali, ossia dei punti di non ritorno che, una volta superata una soglia critica, non potranno più essere fermati, sconvolgendo così lo status quo del sistema-Terra.
Per affrontare queste sfide, il Report offre contributi essenziali, contenuti nel primo capitolo, affinché l’UE rafforzi il suo ruolo di leader nello sviluppo sostenibile, sia a livello nazionale che internazionale, in quanto risultati concreti saranno visibili solamente tramite uno sforzo coordinato di tutte i membri dell’Unione. Il secondo capitolo, invece, riporta in modo accurato la performance degli obiettivi di sviluppo sostenibile di 34 stati – 27 membri dell’UE, sei candidati, quattro membri della European Free Trade Association, e il Regno Unito. L’Italia si posiziona al ventunesimo posto, con un risultato di 69.9 (inferiore alla media europea di 72).
A completamento del rapporto, un gruppo di oltre 200 scienziati ed esperti provenienti da 25 paesi europei ha anche pubblicato una Call for Action con dieci azioni prioritarie da applicare con urgenza, come riportato anche da ASviS, l’Alleanza Italiana per le Sviluppo Sostenibile. L’obiettivo è quello di coinvolgere gli attuali partiti politici e la futura leadership dell’UE per gettare le basi per un nuovo Patto Europeo per il Futuro. Questo giugno i cittadini europei saranno chiamati alle urne per eleggere il prossimo Parlamento Europeo: è dunque necessario, ora più che mai, informare i cittadini sulle responsabilità che i futuri leader dovranno assumersi per affrontare l’emergenza climatica.